venerdì 10 febbraio 2012

LA SICILIA PARALIZZA SE STESSA

Da sempre la Sicilia è stata giudicata come il tallone d’Achille di questa nazione, da sempre i siciliani sono stati chiamati mafiosi o truffatori dello stato, da sempre, invece, la Sicilia ha sfamato mezza Italia producendo beni di prima necessità per esportarli in gran parte dell’italico stivale. Da qualche tempo sembra che le coscienze sicule stiano vivendo una sorta di risveglio, forse sull’onda della primavera araba (lo siamo pure noi in fondo), una specie di moto interno che ci spinge ad essere un po’ più siciliani e meno italiani, un po’ più coscienti delle capacità di una terra che forse da sola renderebbe più felici i propri cittadini.

Questo risveglio di coscienze ha prodotto in questi mesi proteste veementi, scioperi e quant’altro, non ultimo la protesta del movimento Forza d’urto e lo “sciopero dei forconi”. Ma siamo sicuri che questo sciopero sia servito o invece non abbia arrecato danno solo alla Sicilia e ai siciliani?

Nei giorni dello sciopero e dei blocchi abbiamo appurato che i siciliani sono riusciti nella difficile impresa di protestare contro se stessi, infatti nella Roma del potere, forse anche nella Palermo del potere, la protesta è passata più che inosservata proprio perché cosi facendo si è danneggiati se stessi. Un’economia già al lastrico ha subito una brusca frenata a causa dei blocchi e i cittadini, già al verde, hanno rinunciato a lavoro e guadagni per la nota mancanza di carburante. Pensate che Monti & company si sono preoccupati di ciò? La protesta è stata impostata male dal primo minuto, cosi come è stato sbagliato “costringere” i commercianti ad aderire allo sciopero, sarebbe stato più utile organizzare blocchi sullo stretto di Messina e far capire all’Italia che della Sicilia non possono fare a meno, sarebbe stato più utile “marciare” letteralmente su Roma fino ai palazzi del potere, ma di sicuro si poteva benissimo evitare di confinare una protesta solo nella nostra regione a scapito dei propri corregionali.

Sebastiano Caruso

ALESSIO COMPAGNINO LAUREATO IN FISICA

La nostra redazione vuole porgere le più sincere congratulazioni ad Alessio Compagnino per aver conseguito la laurea in Fisica qualche settimana fa.

Alessio nonostante i noti problemi, grazie alla sua forza di volontà è riuscito a completare il triennio presentando la tesi sulla “Relazione tra età ed espansione del modello lambda CDM, coadiuvato dal relatore Alessandro Lanzafame, riuscendo ad ottenere un più che soddisfacente 108/110.

Alessio naturalmente sta proseguendo gli studi ed è già all’opera per il corso di laurea specialistica sempre presso l’ateneo catanese.

A lui e alla famiglia le nostre felicitazioni e i migliori auguri!

La redazione

ATTENTI…AL CANE!

La nostra Militello da sempre non è stata “culla” di amor proprio o di civiltà dei cittadini stessi, lo testimonia la spazzatura nelle campagne, la sporcizia delle strade e di recente, forse più di prima, la quantità di escrementi di cani lasciati dagli amici a quattro zampe con padrone compiacente al seguito. Sempre più di rado capita di vedere un ligio cittadino raccogliere gli escrementi del proprio cane lasciati magari nei pressi del parco giochi o al centro del piazzale della villa; come invece capita sempre più spesso vedere cittadini intenti a pulire le scarpe con legnetti e fazzoletti con tanto di imprecazioni verso il cane che li ha lasciati e il proprio padrone.

Qualche bontempone, addirittura, credendo di voler bene al proprio cane lo porta sempre nel medesimo posto per far espletare i propri bisogni fisiologici senza mai raccoglierli e quindi come potete immaginare in quel bel posto (di fronte l’ingresso principale della scuola elementare) non è difficile trovare circa quindici metri di marciapiede “invaso” dalle tracce biologiche del cane che tra l’altro ha una stazza di circa sessanta chili.

Evidentemente è difficile comprendere che sporcando la città si sporca la propria casa, come se a Militello vivesse qualcuno che non è il militellese; a titolo di promemoria pubblichiamo una foto passataci da un nostro collaboratore scattata in Spagna, a Barcellona, magari sperando di sensibilizzare qualche buon cittadino.

Sebastiano Caruso